Incantabolario di Darnell – Episodio 011
Benvenuti nell’Incantabolario di Darnell
Qui troverete ogni incantesimo del Manuale del Giocatore di D&D 5e… usato nel modo meno opportuno possibile.
ll protagonista è Darnell, mago dall’ego smisurato e dal giudizio incerto, accompagnato da un party che meriterebbe di meglio: Brogan il barbaro, Tilya la ladra e Sir Cedric Luminos, paladino e aspirante martire della pazienza.
Incantesimo:
Ingrandire/Ridurre (Enlarge/Reduce) – 2° livello, Trasmutazione, raggio 9 metri, durata concentrazione fino a 1 minuto, componenti V, S, M (un pizzico di ferro in polvere)
Descrizione:
L’incantesimo aumenta o riduce temporaneamente le dimensioni di una creatura o di un oggetto non indossato né trasportato. Una creatura non consenziente può effettuare un tiro salvezza su Costituzione per resistere.
Un bersaglio ingrandito raddoppia le proprie dimensioni, aumenta di una categoria di taglia e dispone di vantaggio alle prove e ai tiri salvezza su Forza. I suoi attacchi con le armi infliggono inoltre 1d4 danni aggiuntivi.
Un bersaglio ridotto dimezza le proprie dimensioni, diminuisce di una categoria di taglia e subisce svantaggio alle prove e ai tiri salvezza su Forza. I suoi attacchi con le armi infliggono 1d4 danni in meno.
L’oca si chiamava Margherita, anche se nessuno aveva più il coraggio di rivolgersi a lei con tanta confidenza. Presidiava il pollaio da quattro anni, durante i quali aveva respinto due volpi, sette bambini e un sacerdote incaricato della benedizione delle uova. Il sacerdote era tornato l’anno seguente con un elmo.
Darnell la osservò con ammirazione.
«Possiede l’atteggiamento giusto.»
Margherita aprì le ali e gli soffiò contro.
Brogan fece un passo indietro.
«Possiede anche il territorio.»
Il proprietario del pollaio, un uomo magro con più piume sui vestiti che capelli in testa, indicò un’apertura nella recinzione posteriore.
«La volpe passa da lì. Margherita sorveglia il cancello e quella entra da dietro.»
Tilya si accucciò vicino alle assi spezzate. Le esaminò per qualche istante, poi si rialzò.
«Basta riparare il buco.»
«Troppo prevedibile,» disse Darnell.
Cedric osservò la recinzione.
«Potremmo rinforzarla e montare la guardia per qualche notte.»
«Troppo faticoso.»
Brogan indicò Margherita.
«Potremmo spostare l’oca sul retro.»
L’oca starnazzò.
«Troppo pericoloso,» concluse Brogan.
Darnell continuava a studiare l’animale. Margherita camminava avanti e indietro davanti all’ingresso, il collo teso e lo sguardo di chi sospettava l’intero creato di cospirazione.
«Il problema non è la recinzione,» disse infine.
Tilya guardò il buco.
«È esattamente la recinzione.»
«No. Il problema è la scala.»
Seguì un breve silenzio.
Cedric chiuse gli occhi.
Brogan guardò l’oca, poi Darnell, poi di nuovo l’oca.
«Non mi piace quando dici parole semplici come se nascondessero qualcosa.»
Darnell si avvicinò al pollaio con le mani dietro la schiena.
«Margherita possiede già aggressività, coraggio e senso del territorio. Non dobbiamo modificare la sua natura. Dobbiamo soltanto permetterle di esprimerla appieno.»
«È già piuttosto espressiva,» disse il proprietario, mostrando una fasciatura sul polpaccio.
«Immaginate,» continuò Darnell, «un sistema di sicurezza naturale, economico e perfettamente reversibile.»
Tilya lo fissò.
«Quale incantesimo vuoi lanciare sull’oca?»
«Ingrandire.»
Brogan incrociò le braccia.
«No.»
«Non ho ancora finito.»
«Non serve.»
Dal campo alle loro spalle arrivò un fruscio.
Le galline si agitarono tutte insieme. Margherita si voltò verso il cancello e cominciò a starnazzare furiosamente, senza accorgersi dell’ombra rossiccia che strisciava verso l’apertura posteriore.
«La volpe!» gridò il proprietario.
Cedric afferrò l’elsa della spada. Brogan avanzò verso la recinzione. Darnell sollevò una mano.
«Fermi. È arrivato il momento della dimostrazione.»
«Darnell,» disse Tilya, «non abbiamo approvato nessuna dimostrazione.»
Ma il mago aveva già iniziato a pronunciare la formula. Una scintilla azzurra attraversò il pollaio e avvolse Margherita.
L’oca crebbe.
Le zampe si allungarono, il corpo si gonfiò e le ali si spalancarono fino a occupare quasi tutto il passaggio. Il suo peso fece scricchiolare le assi sotto di lei.
Margherita si voltò. Vide la volpe.
La volpe vide Margherita.
Per alcuni istanti nessuna delle due si mosse.
Poi l’oca emise uno starnazzo che fece cadere tre foglie da un albero vicino e svegliò un contadino nel campo accanto.
La volpe fuggì.
Non si voltò neppure. Attraversò il campo, saltò un fossato e scomparve tra gli alberi con l’andatura di chi aveva appena rivalutato le proprie scelte alimentari.
Darnell allargò le braccia.
«Funziona.»
Il proprietario guardò il bosco.
«È scappata davvero.»
Brogan annuì controvoglia.
«Molto velocemente.»
Cedric lasciò l’elsa della spada.
«Il pericolo immediato sembra scongiurato.»
Tilya non guardava la volpe.
Guardava Margherita. L’oca ingrandita si voltò lentamente verso le galline.
Le galline smisero di muoversi.
Margherita avanzò verso la mangiatoia. Con un colpo d’ala allontanò due galline, poi ne spinse una terza fuori dal recinto. Le altre non attesero il proprio turno. Si precipitarono attraverso il cancello, disperdendosi nel cortile.
L’oca occupò il centro del pollaio. Si sistemò sul nido più grande. Poi tese il collo verso chiunque osasse guardarla.
Darnell sorrise.
«Ha stabilito una posizione difensiva.»
«Ha cacciato le galline,» disse Tilya.
«Le ha spostate fuori dalla zona di rischio.»
Il proprietario si fece avanti.
«Devo recuperare le uova.»
Margherita abbassò il collo. L’uomo si fermò.
«Sono le mie uova.»
L’oca aprì il becco.
Il proprietario tornò dietro Cedric.
«Erano le mie uova.»
Darnell annuì soddisfatto.
«Controllo degli accessi.»
Cedric inspirò lentamente.
«Proverò a farla spostare senza agitarla.»
Entrò nel cortile con le mani bene in vista.
«Margherita,» disse con il tono solenne che riservava ai giuramenti e ai funerali, «comprendo il tuo desiderio di proteggere questo luogo. Il tuo dovere ti fa onore. Tuttavia, l’ordine richiede che…»
L’oca inclinò la testa. Cedric avanzò di un passo. Margherita rimase immobile.
«Vedete?» disse il paladino. «Anche le creature più ostinate possono riconoscere un’autorità benevola.»
Fece per oltrepassare il cancello.
Margherita colpì il suo simbolo sacro con il becco. Il metallo risuonò come una campana.
Cedric indietreggiò, stringendosi il petto.
Darnell osservò la scena con interesse.
«Ha respinto un intruso pesantemente armato.»
«Sono nel tuo gruppo.»
«Lei non conosce ancora le gerarchie interne.»
Cedric controllò che il simbolo fosse integro.
Brogan si tolse l’ascia dalla schiena e la appoggiò a terra.
«È un’oca.»
Margherita si voltò verso di lui.
«È un’oca grande,» precisò il proprietario.
«Sempre un’oca.»
Brogan entrò nel recinto.
«La prendo, la sposto e finisce qui.»
Tilya si allontanò di qualche passo.
«Hai dimenticato che pesa otto volte tanto.»
Brogan tese le braccia.
«Io peso più di un’oca.»
Margherita spalancò le ali.
«Non credo che la questione sia soltanto il peso,» disse Cedric.
L’oca caricò.
Brogan tentò di afferrarla per il corpo. Margherita gli colpì il viso con un’ala, gli passò tra le braccia e lo centrò al petto con tutta la massa che l’incantesimo le aveva concesso.
Il barbaro arretrò. Il recinto non lo fece.
Un’asse si spezzò e Brogan cadde all’indietro in un mucchio di paglia, circondato dalle galline evacuate.
Margherita tornò davanti all’ingresso con passo tranquillo.
Brogan riemerse lentamente dalla paglia con una piuma incastrata nella barba.
«Ha barato.»
«Come?» chiese Tilya.
«Aveva due ali.»
Darnell prese un piccolo taccuino dalla veste.
«Resistenza dimostrata contro avversario di grande stazza.»
Brogan si alzò.
«Metti via quel taccuino.»
«Sto raccogliendo dati.»
Tilya indicò l’oca.
«Interrompi la concentrazione.»
Darnell osservò il pollaio. Le galline erano ammassate fuori dal recinto. Il proprietario si nascondeva ancora dietro Cedric. Brogan aveva paglia nei capelli e un’espressione che normalmente precedeva la demolizione di qualcosa.
«Perché?»
«Perché ha preso possesso del pollaio.»
«Esatto.»
«Non era quello che volevamo.»
«Volevamo impedire agli intrusi di entrare.»
Tilya indicò il proprietario.
«Neppure lui può entrare.»
Darnell annuì, soddisfatto.
«Non fa favoritismi.»
Cedric sollevò una mano.
«Un pollaio senza galline non svolge più la propria funzione.»
«Le galline sono state trasferite temporaneamente in una zona esterna di sicurezza.»
Una gallina passò correndo tra le gambe di Brogan.
Il barbaro la guardò allontanarsi.
«Quella zona arriva fino al mulino.»
«Ottima dispersione preventiva.»
Tilya serrò le labbra.
«Darnell. Togli. L’incantesimo.»
«Aspettiamo ancora qualche istante. La fase sperimentale non è conclusa.»
Margherita smise di osservare le galline.
Si voltò verso Darnell. Lui continuava a gesticolare, indicare il pollaio e parlare ad alta voce.
L’oca abbassò il collo. Brogan si tolse lentamente la piuma dalla barba.
«Credo che adesso consideri intruso anche te.»
Darnell aggrottò la fronte.
«Impossibile. Sono il responsabile del progetto.»
Margherita avanzò.
«Darnell,» disse Cedric, «sta venendo verso di te.»
Il mago aprì le braccia.
«Viene a riconoscere la mia autorità.»
L’oca accelerò. Darnell sollevò un dito.
«Ascoltami, creatura. Io ti ho conferito dimensioni, forza e prestigio. Tecnicamente sono il tuo superiore gerarchico.»
Margherita lo beccò sulla fronte.
Darnell lanciò un grido, perse l’equilibrio e portò entrambe le mani al punto colpito.
La concentrazione si spezzò. L’oca tornò alle dimensioni normali.
Per qualche istante nessuno parlò.
Darnell rimase seduto a terra, con una mano sulla fronte.
«L’emergenza è terminata.»
Margherita lo fissò.
Poi si voltò, tornò davanti all’ingresso del pollaio e si sistemò esattamente nello stesso punto.
Le galline attesero. L’oca le osservò una per una. Dopo qualche istante si spostò di mezzo passo.
Le galline rientrarono in fila, mantenendosi a una prudente distanza.
Il proprietario tentò di seguirle.
Margherita starnazzò. L’uomo tornò indietro.
Tilya guardò il pollaio.
«Un minuto.»
Cedric si sistemò il simbolo sacro ammaccato.
«Cosa?»
«Le è bastato un minuto per conquistarlo.»
Il proprietario prese una tavoletta di legno, vi scrisse qualcosa con un pezzo di carbone e la appese al cancello.
ATTENTI ALL’OCA
Darnell si rialzò e riprese il taccuino. Scrisse con attenzione: Addestramento accelerato mediante temporaneo incremento gerarchico.
Brogan lesse sopra la sua spalla.
«Hai scritto che ha funzionato.»
«La volpe è fuggita.»
«Anche noi.»
Darnell aggiunse una nota.
«Risultato superiore alle previsioni.»
Guardò Margherita, poi il proprio grimorio.
«La prossima volta dovremo partire da un animale più grande.»
Il gruppo si allontanò senza chiedere quale.
Nota sul campo:
l soggetto ha dimostrato coraggio, autorità e notevole iniziativa personale. Il predatore è stato respinto e il pollaio rimane sotto sorveglianza continua. Sono emerse alcune difficoltà minori nel riconoscimento del personale autorizzato, ma nessun sistema di sicurezza è perfetto alla prima applicazione.
Brogan sostiene di essere stato sconfitto da un’oca. Ho scelto di non inserirlo nel rapporto ufficiale.