La Casa dell’Incesto – 023
Questo non è un romanzo tradizionale, ma un denso e ipnotico poema in prosa che trascina chi legge direttamente nel subconscio dell’autrice.
L’«incesto» del titolo non va inteso in senso letterale, ma come una profonda metafora psicologica: rappresenta l’impossibilità di amare al di fuori di sé, l’ossessione per il proprio riflesso (un esasperato narcisismo) e la prigionia emotiva che ne deriva. Attraverso una scrittura sensoriale, intima e fortemente influenzata dalla psicoanalisi e dall’avanguardia parigina del tempo che visse, Anaïs Nin dà voce alla frammentazione dell’identità femminile e al tentativo di liberarsi dai propri demoni interiori.
Non di facile lettura, in quanto prosa.
Ma vi catapulterà in ambienti che sembrano usciti dalla mente di Dalì, Magritte e De Chirico.
Il viaggio vale il costo del biglietto.
Ma dovrete essere disposti a smarrirvi.
Insinuazione. Un pensiero definito, una voce discreta.