IL CAVEAU AUREO – La Scommessa Stigea – Episodio 01
Le solite note:
- Ci saranno spoilers รจ evidente. Difficile creare una storia da una delle avventure originali del libro nell’immagine dell’articolo senza non farne: per cui l’eventuale lettore si ritenga avvisato.
- Il master รจ stato (e sarร ) Grumpy Ze mentre Gattone, Piolo ed io (Isth) i giocatori di questa sessione.
- Il tono del racconto รจ volutamente scherzoso.
- l’Entitร Senza Nome non fa parte delle avventure, ma รจ una semplice e forse neanche troppo originale invenzione narrativa.
- Nel momento della scrittura di questo articolo non mi sovviene altro possibile avviso di allerta da sottoporre al lettore, ma mi riservo il diritto di aggiungerne altri ad ogni nuova sessione.
- Buona lettura!
Prologo
In cui si aspetta il disastro e arrivano solo scartoffie
Sono passati diversi mesi dallโincidente del dinosauro. Il mondo, contro ogni previsione, non รจ finito, nessuno si รจ fatto esplodere con un artefatto proibito, e il Caveau Aureo non ha ricevuto nemmeno una lamentela formale in draconico antico, il che, per quanto mi riguarda, รจ segno che le cose stanno andando troppo bene.
E io? Io sto aspettando.
Aspetto il momento in cui qualcosa esploderร , crollerร , prenderร fuoco oโnel caso miglioreโtutti e tre
contemporaneamente. Invece, niente.
Il trio, il glorioso trio destinato a scrivere la mia epopea e darmi un nome immortaleโฆ si รจ messo a fare missioni di routine. Sรฌ, routine, quella parolaccia da archivisti.
Negli ultimi tre mesi, questi sono i momenti piรน โepiciโ che ho potuto registrare:
Menasfil Athene ha passato due settimane in un monastero di monaci silenziosi cercando diโcomprendere la natura dellโelemento fuocoโ attraverso la meditazione e il tรจ. Alla fine ha accidentalmente fatto esplodere la teiera. Due volte. Non cโรจ stato nulla da raccontare tranne una sedia in fiamme e un monaco con la tunicacompletamente evaporata.
Roscoe, il monaco mezzโorco, ha passato un mese a โsorvegliareโ una porta in un magazzino del porto.
Nessuno รจ mai entrato. Nessuno รจ mai uscito. Lโunico momento di tensione รจ stato quando ha quasi lanciatounโanfora addosso a un topo, ma si รจ trattenuto per โnon disturbare il flusso dellโequilibrioโ. Non saprei dire chi fosse piรน annoiato, lui o il topo.
Rennoise, il nostro halfling ladro, ha partecipato a un torneo clandestino di scacchi truccati. Sรฌ, scacchi.
Truccati. E ha perso. Contro un vecchio goblin orbo. Sospetto che fosse solo un modo per rubargli i calzini, ma anche lรฌ, nessuna soddisfazione narrativa: i calzini erano normali.
Poi vi fu la caccia al Topo Mannaro smarrito di un nobile locale: un roditore metamorfico che, lungi dallโessere una bestia sanguinaria, seminava scompiglio rosicchiando calzini nei cassetti al plenilunio. E come dimenticare la delicatissima missione di recuperare le chiavi della dispensa del Caveau Aureo, cadute in un tombino? Un incarico talmente umile che persino Rennoise si era sentito offeso nellโorgoglio.
Queste missioni non erano esattamente ciรฒ che Menasfil Athene, stimata stregona, avrebbe definito esaltanti. Neanche Roscoe, monaco mezzโorco dal temperamento sorprendentemente paziente (per essere un mezzโorco, sโintende), aveva trovato molta illuminazione spirituale nellโestrarre chiavi da pozzetti maleodoranti.
Quanto a Rennoise, beh, lui sosteneva che rubare la noia alla gente comune fosse un compito ingrato: nessunoti ringrazia mai per esserti annoiato al posto loro.
Ah, e non dimentichiamo Meera, che continua a seguire il gruppo come unโombra silenziosa. Non parla, non interviene, non commenta. Una volta ha guardato un bandito cosรฌ intensamente che lโuomo ha deciso di cambiare vita e iscriversi a un coro di villaggio. Ma io non posso scrivere unโepopea intera su uno sguardo e una crisi esistenziale con accompagnamento musicale.
Cosรฌ mi trovo qui, lโEntitร Senza Nome, seduto metaforicamente su una pila di pergamene vuote, a chiedermi se la grande epopea che mi conquisterร un nome passerร alla storia come Le Lente Passeggiate di Tre Inadatti e la Loro Amica Muta.
Eppureโฆ percepisco qualcosa.
Cโรจ un leggero fruscio nellโaria, come se le correnti del destino stessero girando pagina, o almeno stessero considerando seriamente di farlo. I segnali sono vaghi, confusi, e probabilmente frutto della mia immaginazione โ che, va detto, ha parecchio tempo libero ultimamente.
Menasfil, proprio ieri, ha detto a bassa voce: โMagari la prossima missione potrebbe essere interessante.โ
E sebbene lo dica ogni volta che le viene servito un nuovo tipo di vino, stavoltaโฆ stavolta cโera un tono diverso.
Non lo so.
Forse sarร unโaltra gloriosa impresa fatta di porte chiuse, noiose discussioni e piccoli fuochi accidentali.
Forse, questa volta, qualcosa succederร davvero.
Forse sarร finalmente lโinizio del nuovo capitolo dellโepopea che sto aspettando.
In caso contrario, il titolo โLe Calze dellโEroe: unโanalisi comparataโ resta ancora sul tavolo.
Una pausa a Skuld
Ora il gruppo si trovava a Skuld, la capitale di Mulhorand, per concedersi una meritata pausa. Skuld era
unโimmensa distesa urbana di case basse e polverose, sopra cui svettavano templi e palazzi governativi che sembravano voler toccare il cielo (o forse tentare di borseggiare le nuvole, a giudicare dallโaltezza). Con i suoi duecentomila abitanti โ almeno secondo lโultimo conteggio ufficiale, che probabilmente non teneva conto dei venditori ambulanti e degli dรจi minori in visita โ la cittร pullulava di vita. Il Fiume delle Ombre lโattraversava placido, riflettendo i raggi del sole in bagliori dorati e ombre danzanti. Qualcuno sosteneva che quelle ombre fossero gli spiriti degli antichi faraoni intenti a farsi un bagno; altri, piรน pragmaticamente, notavano che gettare tinture e panni nel fiume per lavare tende e tappeti produceva lo stesso effetto.
I tre sedicenti eroi sedevano attorno a un tavolino allโaperto in un vivace quartiere turistico, sorseggiando tรจ alla menta da minuscole tazze decorate. Un narghilรจ dal lungo tubo serpentava al centro del tavolo, emanando volute di fumo profumato che Roscoe si divertiva a soffiare in cerchi perfetti โ la disciplina monastica applicata allโarte di fare anelli di fumo. Rennoise, le gambe penzoloni dalla sedia troppo alta per lui, tamburellava le dita sul tavolo in un ritmo irrequieto: da troppo tempo non borseggiava nessuno e le mani gli prudevano come a un poeta senza penna. Menasphil invece girava distrattamente il cucchiaino nel suo tรจ, fissando le foglioline di menta sul fondo della tazza come se fossero stelle in cui leggere il destino. Ogni tanto sospirava, producendo piccoli vortici sulla superficie del tรจ e borbottando qualcosa sui โdestini gloriosi finiti in un tombinoโ.
Intorno a loro la strada brulicava di attivitร . Mercanti dalle voci stentoree decantavano tappeti volanti in
promozione (โSolo qualche piccola turbolenza in quota, signora, nulla di cui preoccuparsi!โ). Incantatori semi pensionati offrivano incantesimi rinfrescanti contro la calura in cambio di una moneta; un fachiro su un letto di chiodi stava probabilmente riposando prima dellโorario di punta dei turisti. Un gruppo di bambini mulhorandiani rincorreva uno scarabeo meccanico che zigzagava tra le bancarelle, mentre un cammello nelle vicinanze osservava la scena con unโespressione che poteva significare sia saggezza millenaria sia il semplice desiderio di una carota.
Fu in questo ambiente vivace che Meera fece la sua comparsa, silenziosa come un gatto ombra al tramonto. Un attimo prima non cโera, e lโattimo dopo eccola lรฌ: seduta accanto a Rennoise, con la stessa discrezione di una figurante dipinta sullo sfondo. Indossava il suo solito velo leggero che lasciava intravedere solo gli occhi attenti e un mezzo sorriso โ non che qualcuno lโavesse mai vista ridere apertamente, ma quel giorno sembrava quasi divertita.
Senza dire una parola (come di consueto), Meera posรฒ sul tavolo tre piccole chiavi dโoro, porgendole a Menasfil, Roscoe e Rennoise rispettivamente. I tre si scambiarono unโocchiata complice e, allโunisono, inserirono le chiavi nelle fessure apposite dei loro amuleti a forma di piccola cassaforte.
ยซSperiamo che questa volta non ci chiedano di trovare altri calzini magici smarriti,ยป mormorรฒ Rennoise a denti stretti, facendo scattare la sua serratura.
ยซO di lavare le tende del faraone,ยป aggiunse Roscoe, ruotando la chiave con un clic.
Menasfil non disse nulla, ma prima di girare la chiave lanciรฒ unโocchiata verso il cielo come a implorare gli dรจi (o magari minacciarli, difficile a dirsi con quella stregona) di rendere la missione un pochino piรน interessante.
Quando anche la terza chiave fu girata, una voce registrata emerse da quellโarmoniosa introduzione musicale, chiara e solenne come quella di un cantastorie epicoโฆ anche se lโeffetto fu un tantino rovinato dal brusio di un mercante di spezie che proprio in quel momento stava lodando la qualitร del suo cumino a gran voce. I nostri eroi tesero lโorecchio, cercando di ignorare il cumino, mentre la voce del Caveau Aureo pronunciava il suo messaggio:
โUnโalleata del Caveau, Verity Kay, si รจ vista sottrarre i risparmi di una vita da un infido socio di gioco
dโazzardo. Abbiamo deciso di rimediare a questa ingiustizia. Se decidete di intraprendere questa missione, dovrete infiltrarvi nel Casinรฒ dellโOltretomba e rubare una statuetta e una somma di denaro. Per maggiori
informazioni, incontrate Verity alla Vedova Salmastra. Buona fortuna, agenti!โ
Al termine dellโincisione, lโamuleto fece un piccolo clang finale, come un punto esclamativo musicale, e
tacque. Per un istante rimase solo il rumore della cittร attorno a loro: il mercante di spezie era passato dal cumino al coriandolo, il fachiro sul letto di chiodi stava russando piano (forse come effetto collaterale del tรจ alla menta nellโaria), e il richiamo lontano di un venditore di datteri riecheggiava tra le vie.
Menasfil fu la prima a rompere il silenzio. ยซFinalmente qualcosa degno di noi,ยป disse piano, anche se nei suoi occhi verdeggianti brillava giร la scintilla dellโeccitazione. La stregona ripose delicatamente la chiave dโoro in una tasca interna della sua veste. ยซUn colpo in un casinรฒโฆ e nellโOltretomba per giunta. Suona pericoloso.ยป
Sorrise appena. ยซAdoro pericoloso.ยป
Roscoe annuรฌ lentamente, posando la mano massiccia sul tavolo con sorprendente leggerezza. ยซIl Casinรฒ dellโOltretombaโฆยป ripetรฉ, assaporando le parole. ยซHo sempre detto che il gioco dโazzardo conduce a una strada oscura.ยป Poi si battรฉ il petto con il pugno, come fanno i monaci quando recitano un mantra. ยซร per questo che mi limito al domino e al poker con monete di rame. Ma se cโรจ da ristabilire lโequilibrio,ยป aggiunse con un sorriso tranquillo, ยซdirei che รจ il caso di far vedere al banco che non vince sempre.ยป
Rennoise giร pregustava lโazione: tamburellava ancora le dita ma stavolta in un ritmo allegro. ยซInfiltrarsi e rubare? Finalmente parlano la mia lingua.ยป Lโhalfling ghignรฒ, mostrando i denti in un sorriso da furbetto di taverna. ยซE poi un casinรฒ ha di certo unโottima selezione di tasche da alleggerire. Tutto per una buona causa, ovviamente.ยป Si affrettรฒ ad aggiungere lโultima frase con unโocchiata a Roscoe, che lo fissava con le sopracciglia alzate. Meera, fedele al suo ruolo di osservatrice silenziosa, non commentรฒ. Si limitรฒ a finire il suo tรจ con calma, gli occhi scuri che seguivano le espressioni dei compagni.
Ed io, lโEntitร Senza Nome โ quella presenza narrante che aleggiava attorno al gruppo come un vento
curiosamente cosciente โ riassumevo in silenzio ciรฒ che tutti stavano pensando: era la fine della loro pausa e lโinizio di una nuova avventura.
Mentre il sole di Skuld continuava a splendere impassibile sulle strade animate, i nostri eroi si alzarono dal tavolino, lasciando qualche moneta per il tรจ e uno sguardo di scuse al narghilรจ ancora mezzo pieno. La quiete pomeridiana era ufficialmente finita: cโera unโingiustizia da riparare, una Vedova Salmastra da trovare e, presumibilmente, un Casinรฒ dellโOltretomba da svaligiare.
Dopotutto, nel mondo di Toril, anche una sosta per il tรจ puรฒ trasformarsi in un preludio a imprese leggendarie. E chissร , forse questa volta avrebbero finalmente avuto lโavventura emozionante che aspettavanoโฆ con buona pace dei calzini smarriti.